di Francesca Cefeo
Cuore Dilettante | Riccardo Bergomi: il calcio vissuto con passione, dal campo ai giovani
Ci sono persone che nel calcio trovano molto più di una semplice passione. Persone che lo vivono ogni giorno, mettendo al centro valori, crescita e senso di appartenenza. Riccardo Bergomi è una di queste. Ex calciatore, oggi vicepresidente dell’FC Bogliasco e responsabile del settore giovanile, rappresenta una figura di riferimento per una società che continua a investire sui giovani e sul legame con il territorio.

In un’epoca in cui il calcio professionistico occupa spesso tutte le prime pagine, il movimento dilettantistico continua a essere il cuore pulsante di questo sport: un mondo fatto di sacrifici, volontariato, passione e formazione. Un mondo che Bergomi conosce da vicino, prima da giocatore e poi da dirigente, accompagnando quotidianamente la crescita di decine di ragazzi dentro e fuori dal campo.
Per la rubrica “Cuore Dilettante” di TuttoSampdoria.it, abbiamo incontrato Riccardo Bergomi per parlare del presente e del futuro dell’FC Bogliasco, dell’importanza del settore giovanile, delle sfide che il calcio dilettantistico deve affrontare e di quei valori che continuano a rendere questo sport una straordinaria palestra di vita.
La prima squadra del Bogliasco lo scorso anno è stata retrocessa dall’eccellenza alla promozione. Ci sono dei rimpianti per come è andata la stagione scorsa? E quali sono, invece, i piani di rilancio per la stagione che è appena cominciata?
Qualche rimpianto c’è ma bisogna sempre pensare positivo. Certo, dispiace molto essere retrocessi sul campo e non c’è niente da dire sul verdetto, ma nel calcio la componente fortuna un po’conta e l’anno scorso infortuni – tantissimi – e situazioni di campo sfavorevoli – anche per colpa nostra – hanno sicuramente aiutato a retrocedere. Comunque, retrocessione meritata ma senza drammi che dà modo di ripartire con un progetto nuovo, che comprende una squadra con un mix di giovani, provenienti dal nostro vivaio – cosa che negli anni passati un po’ si era persa – e giocatori di categoria, anche di categoria superiore, per cercare di fare un buon campionato. I piani? Preferisco per carattere partire a fari spenti e senza proclami, poi ad aprile si tireranno le somme. C’è grande coesione e forte collaborazione nella gestione generale della società, con uno staff dirigenziale unito che rema tutto nella stessa direzione per il bene del “Buggia”. Sicuramente in panchina abbiamo una garanzia, Guido Poggi, che con la sua esperienza quarantennale nel calcio anche professionistico e con il suo carisma saprà tirare fuori il meglio da tutti, e che con il presidente Bagliano hanno allestito una buonissima squadra, secondo me.
Al contrario, la juniores ha fatto lo scorso anno un grande campionato, arrivando a un passo dalla vittoria finale del campionato. Questo potrebbe accelerare il passaggio di alcuni giovani alla prima squadra?
La juniores ha fatto benissimo, ma come tutte le squadre del settore giovanile: siamo gli unici insieme al Vado ad avere portato 4 squadre su 5 alle finali regionali e questo dà molto lustro alla nostra società ma soprattutto fa ben sperare per il futuro, per la crescita del movimento Bogliasco e della nostra prima squadra. In questo senso, un merito enorme va ai nostri mister, capaci e di grande professionalità, che sia nel settore giovanile, sia nella scuola calcio, svolgono un lavoro fondamentale per far crescere i nostri ragazzi giorno dopo giorno. Un plauso fondamentale va anche all’impegno e al lavoro prezioso dei nostri dirigenti di leva, figure indispensabili per il supporto quotidiano e l’organizzazione di tutto il movimento. E un grazie anche agli sponsor: senza il loro aiuto sarebbe tutto più complicato. Quest’anno sono circa una decina i ragazzi della juniores aggregati alla prima squadra e molti di essi hanno già esordito sia in coppa Italia che in campionato, anche titolari. Ad esempio, abbiamo tre difensori titolari che non fanno 60 anni in tre, e vengono dalla juniores dell’anno scorso. Anche qualche ragazzo degli allievi ha iniziato a fare qualche allenamento con la prima squadra, proprio nell’ ottica di far fare esperienza e far crescere i nostri ragazzi che devono essere al centro di tutto, a partire dalla scuola calcio in su.

Bogliasco è una piazza inevitabilmente legata anche alla Sampdoria. In una stagione complicata vissuta dai blucerchiati negli ultimi anni, pensa che il calcio ligure abbia bisogno di ritrovare entusiasmo e identità comune a tutti i livelli?
Siamo vicini di casa di una squadra professionistica con un grande passato, che sta vivendo un periodo secondo me di transizione, ma che sono sicuro saprà tirarsi fuori dalla serie b. L’entusiasmo è una condizione fondamentale nel calcio a tutti i livelli, ma credo che questo, soprattutto da parte dei tifosi della Samp, non sia mai mancato e il record di abbonamenti in serie b lo dimostra, i cui numeri hanno surclassato anche tantissime squadre di A.
Come è, dietro le quinte, la “convivenza” nelle strutture con una grande realtà come la Sampdoria? Va sempre tutto liscio o c’è anche, se può dircelo, qualche momento di tensione?
La convivenza con la Samp? Una convivenza normale, di reciproco rispetto e amicizia, nessuna tensione anzi c’è molta collaborazione e a breve potremmo avere delle belle novità…
La Sampdoria sta cercando di rilanciarsi e il Bogliasco dovrà fare lo stesso in Promozione: vede delle analogie tra i due percorsi di ricostruzione e quali sono le basi da cui ripartire per tornare competitivi?
Il lavoro, la costanza, il rispetto e la passione sono le basi per poter far bene, mentre sul campo credo che si debba ripartire con più forza dai vivai sia a livello dilettantistico che professionistico. Non è facile e lo dicono tutti, ma bisogna farlo; ci vorranno anni probabilmente, ma se vogliamo che anche ai livelli superiori le cose migliorino, vedi la nazionale, bisogna investire sui settori giovanili altrimenti non si va da nessuna parte. Il come? Lo lascio a chi ha più esperienza di me…

Qual è la sua impressione su questa stagione della Samp, sarà l’ennesimo anno di sofferenza, un anno di transizione, o magari l’anno giusto per tornare tra le grandi?
Sono tifoso della Samp e abbonato nella Sud dall’età di 16 anni (ne ho 51). Ne ho viste tante, come tifoso sono un po’ stanco di vivacchiare -male- in serie b, certo vincere i campionati non è mai facile in tutte le categorie ma almeno riuscire a competere per i primi posti fino alla fine e poi giocarsela. Quest’anno la squadra sulla carta è più forte e più completa rispetto agli ultimi due anni, staremo a vedere.
Che voto dà al calcio mercato della Samp? Avrebbe fatto scelte diverse relativamente ad alcuni ruoli?
Come dicevo sulla carta la squadra è più forte, ma poi devono dimostrarlo sul campo. Avrei fatto scelte diverse? Non credo sia corretto rispondere a questa domanda perché nella gestione di una squadra professionistica ci sono tantissime componenti da tenere in considerazione nell’allestimento di una rosa, e io ovviamente non ne conosco le situazioni. Certo ognuno di noi, compreso il sottoscritto, ha criticato e critica i risultati, ma da fuori è facile poi quando si è dentro è un’altra cosa.

Finalmente è arrivata la prima vittoria in casa blucerchiata, pensa che la pausa sia propizia o deleteria?
La pausa penso sia propizia perché dà modo al mister ed ai ragazzi di godersi due settimane di tranquillità dopo una vittoria importante soprattutto per come è avvenuta (in inferiorità numerica). Una vittoria che dà autostima ed entusiasmo, fondamentali nel calcio, e possibilità di lavorare senza tensioni preparando la prossima partita nel miglior modo.
