Venticinquenne, dinamica e con una visione a 360 gradi sul mondo dello sport e dell’intrattenimento. Giorgia La Cavera porta nelle trasmissioni sportive dedicate alla Sampdoria un mix unico di competenze. La sua formazione psicopedagogica le conferisce una spiccata empatia nel contatto diretto con i tifosi e nell’analisi dei risvolti umani del calcio. La laurea in Fashion Design a Torino le permette di leggere con occhio critico l’evoluzione dello sport-business e dell’estetica calcistica, mentre l’esperienza da imprenditrice (iniziata nel 2024 con l’apertura del suo B&B) ne certifica le doti organizzative e gestionali. Tra un’analisi tattica, una sessione di allenamento e un viaggio alla scoperta di nuove culture, Giorgia rappresenta la nuova generazione del giornalismo e dell’opinione sportiva: preparata, flessibile e costantemente in movimento.
Benvenuta, Giorgia. Per iniziare, ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori? Parlaci del tuo percorso di studi, delle tue esperienze professionali e di cosa ami fare nel tempo libero.
Ciao a tutti e grazie per l’invito. Ho 25 anni e il mio percorso, sia personale che professionale, è stato piuttosto vario e ricco di esperienze che mi hanno permesso di mettermi continuamente in gioco.
Ho iniziato i miei studi nell’ambito psicopedagogico, un percorso che mi ha aiutata a sviluppare una particolare sensibilità verso le persone e la comunicazione. Successivamente ho scelto di seguire una delle mie più grandi passioni, trasferendomi a Torino dove mi sono laureata in Fashion Design. È stata un’esperienza molto importante perché mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo creativo e dinamico che mi ha sempre affascinata. Nel tempo ho avuto la possibilità di avvicinarmi a settori diversi, infatti attualmente mi occupo della gestione di un B&B che ho aperto nel 2024, un progetto a cui tengo molto e che mi ha fatto scoprire ancora una volta un ambiente nuovo, legato all’accoglienza, all’organizzazione e al contatto diretto con le persone.
Mi piace sperimentare, imparare e non restare mai ferma in un’unica realtà: credo che ogni esperienza, anche molto diversa dall’altra, contribuisca alla crescita personale e professionale. Nel tempo libero amo allenarmi, viaggiare e dedicarmi alle persone a cui voglio bene, cercando sempre di trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata.

Giorgia, quest’anno ti abbiamo vista a Telenord come co-conduttrice di Forever Samp e Stadio Goal. Che emozioni ti porti dietro da una stagione così intensa e complessa? Lavorare in TV è sempre stato il tuo sogno nel cassetto e quale percorso ti piacerebbe intraprendere in futuro? Hai dei modelli giornalistici di riferimento a cui ti ispiri?
Se devo essere sincera, il mondo della televisione mi ha sempre affascinata, ma inizialmente non rappresentava la mia aspirazione principale. Quando si è presentata l’opportunità di intraprendere questa esperienza, ho deciso di mettermi in gioco e, con il tempo, è diventata una passione sempre più importante per me.
Questa esperienza mi ha aperto anche le porte del giornalismo: non avrei mai immaginato che, in così poco tempo, potessero cambiare così tanto i miei interessi e il mio percorso. Però sono una persona molto curiosa, che ama scoprire realtà nuove e mettersi continuamente alla prova, quindi ho accolto tutto questo con grande entusiasmo.
Per il futuro mi piacerebbe continuare a crescere in questo ambiente e diventare una giornalista sempre più competente e preparata. Mi ispiro molto alle donne che svolgono questo lavoro con professionalità e determinazione, anche in un contesto in cui spesso non è semplice ottenere piena credibilità. Proprio per questo motivo il mio obiettivo è migliorarmi costantemente e dimostrare sempre più valore attraverso il mio lavoro, vorrei riuscire a costruire una mia identità ben definita, autentica e personale, senza imitare nessuno, ma trovando un modo tutto mio di comunicare e raccontare le cose.

Preferisci il mondo della moda e della fotografia, o quello televisivo, dove forse hai più spazio per esprimere la tua personalità e raccontarti al pubblico? Che rapporto hai con i social network e con l’obiettivo fotografico? Cosa provi quando sei davanti a una telecamera e qual è il messaggio o l’emozione principale che desideri trasmettere a chi guarda un tuo scatto?
Tra fotografia e televisione, oggi mi sento sicuramente più vicina al mondo della TV, perché mi dà la possibilità di mostrare davvero il mio carattere e la mia personalità. Sono una persona molto ironica, mi piace scherzare, divertirmi e creare un’atmosfera spontanea e autentica. Chi ha seguito gli appuntamenti di Stadio Goal ha potuto vedere quanto, insieme agli ospiti in studio, ci sia grande complicità: riusciamo a divertirci molto, ma allo stesso tempo sappiamo essere seri e professionali quando il momento lo richiede.
Nella fotografia e, più in generale, sui social, invece, spesso ognuno mostra solo ciò che desidera mostrare. Le persone percepiscono e interpretano contenuti in modi diversi, ma credo sia importante ricordare che i social non rappresentano mai completamente la realtà. La televisione, invece, ti mette molto più in gioco e permette alle persone di conoscere lati più autentici del tuo modo di essere.
Tra set e studi televisivi, quanto è intensa la tua giornata tipo e come riesci a conciliare i vari impegni? Ma soprattutto: come sarebbe la tua giornata perfetta? Il tuo lavoro ti lascia abbastanza spazio per lo sport e il benessere personale? Quali sono i tuoi hobby preferiti quando riesci a staccare la spina?
Con il tempo ho capito di essere una persona portata per lavori indipendenti e dinamici, ed è anche per questo che ho scelto di aprire un Bed and Breakfast, un progetto che mi piacerebbe ampliare sempre di più in futuro. È un’attività che mi permette di gestire meglio i miei tempi e di conciliare i vari impegni, tra cui quelli televisivi, lasciandomi anche spazio per dedicarmi ad altri progetti e collaborazioni.
Fortunatamente riesco anche a ritagliarmi del tempo per lo sport e il benessere personale: vado in palestra e mi alleno con costanza, perché credo sia importante stare bene sia fisicamente che mentalmente.
Negli ultimi mesi, inoltre, ho scoperto una nuova passione che mi piace davvero molto e mi rilassa. quella dell’uncinetto. Ho iniziato a creare borse artigianali e mi piacerebbe trasformare anche questo interesse in qualcosa di più concreto. Parallelamente sto iniziando anche a disegnare abiti, perché uno dei miei sogni è quello di creare, un giorno, un mio brand di moda.
La mia giornata perfetta è sicuramente una giornata piena di stimoli, creatività e persone con cui sto bene, riuscendo però sempre a trovare il giusto equilibrio tra lavoro, passioni e momenti di serenità personale.

Ormai sei un volto di riferimento per i tifosi blucerchiati: ti manca poter seguire la Sampdoria dal vivo al Ferraris, dato che quando la squadra gioca sei impegnata in studio a Telenord per la co-conduzione di Stadio Goal?
Seguire la Sampdoria da vicino attraverso Stadio Goal è sicuramente un’esperienza bellissima e molto coinvolgente. Ovviamente il Ferraris, l’atmosfera dello stadio e il vivere la partita dal vivo hanno un fascino unico, quindi un po’ mi manca poter seguire la squadra sugli spalti con la stessa continuità di prima.
Per me andare allo stadio era un appuntamento fisso: per anni ho seguito la Sampdoria dal vivo e fa parte di ricordi ed emozioni a cui sono molto legata. Proprio per questo il rapporto con l’ambiente blucerchiato è qualcosa che sento in maniera molto autentica. Allo stesso tempo, però, essere in studio mi permette di vivere le emozioni della partita in un modo diverso ma altrettanto intenso e non lo cambierei perché mi fa stare bene. C’è adrenalina, confronto, analisi e soprattutto la possibilità di condividere tutto questo con i tifosi da casa. È un ruolo che mi sta dando tanto e che mi permette di sentirmi comunque molto vicina all’ambiente blucerchiato.
È stata una stagione calcistica decisamente movimentata, conclusasi con una salvezza sofferta. Secondo te, cosa è mancato quest’anno e quali accorgimenti andrebbero presi per evitare di soffrire il prossimo campionato, puntando dritti alle posizioni di vertice fin da subito?
È stata una stagione molto complicata e sicuramente al di sotto delle aspettative, soprattutto per una piazza importante come quella della Sampdoria. Sicuramente sono mancate organizzazione e continuità, sia a livello di risultati che di equilibrio generale, e in alcuni momenti si è percepita poca serenità attorno alla squadra.
Credo che per affrontare al meglio il prossimo campionato sia fondamentale ripartire da basi solide, con una programmazione chiara fin dall’inizio e con persone che abbiano davvero voglia di costruire qualcosa di importante. Una piazza come Genova ha bisogno di entusiasmo, identità e stabilità, perché quando l’ambiente si compatta può fare davvero la differenza.
Sono anche troppi anni che vengono fatte promesse ai tifosi, spesso senza risultati concreti, e penso che oggi sia importante ascoltare davvero la loro voce in maniera più seria e concreta. I tifosi della Sampdoria rappresentano un patrimonio enorme per questa società e meritano rispetto, chiarezza e un progetto credibile.
Nonostante tutto, però, continuo ad avere fiducia e spero sinceramente che si lavori per migliorare ogni aspetto della società, creando finalmente le condizioni per riportare la Sampdoria dove merita di stare. L’obiettivo deve essere quello di evitare di rincorrere e partire subito con mentalità, organizzazione e ambizione da squadra che vuole stare nelle posizioni di vertice.

Qual è il bilancio del sentiment della tifoseria durante l’ultima stagione? Quali sono stati i principali capi d’accusa rivolti al club e ai giocatori nei momenti più caldi?
I tifosi giustamente non sono soddisfatti. Per chi segue la Sampdoria da sempre, è difficile accettare il fatto di aver rischiato per il secondo anno consecutivo la retrocessione in Serie C. È una situazione che fa male, soprattutto pensando alla storia e all’importanza di questa società.
È evidente che non siano più gli anni d’oro e che oggi si sia molto lontani da quei ricordi e da quel livello. Credo che tutti abbiano ben chiaro come molti dei problemi nascano da una situazione societaria complicata, dalla confusione e probabilmente anche dall’inesperienza con cui sono state gestite alcune dinamiche.
Nel calcio, come in qualsiasi realtà, se non si parte da basi solide il castello finisce per crollare, e inevitabilmente poi i risultati si vedono anche sul campo. Proprio per questo penso sia fondamentale lavorare prima di tutto sulla struttura, sull’organizzazione e sulla chiarezza del progetto, perché solo così si può tornare a costruire qualcosa di importante e duraturo.
Al Galà delle Stelle nello Sport Lombardo è stato celebrato come il “blucerchiato dell’anno”. Tu come giudichi il suo lavoro sulla panchina della Sampdoria? Lo avresti riconfermato? Perché?
La positività del lavoro svolto da Lombardo sulla panchina della Sampdoria è sotto gli occhi di tutti. Non credo di dire nulla di nuovo: il pubblico lo apprezza, la tifoseria lo ama e, soprattutto, ha dimostrato di essere una persona capace di gestire una situazione molto delicata come quella vissuta dalla squadra.
Il rammarico più grande, secondo me, è che tutto questo non venga riconosciuto fino in fondo. Avrebbe potuto rappresentare un importante punto d’incontro tra la tifoseria e la società, un segnale di continuità e di vicinanza alle richieste dell’ambiente, ma questa sensazione è che non sia stata realmente ascoltata.
Io sono una persona che tende a guardare molto i dati concreti, i numeri e le risposte oggettive, e i risultati ottenuti hanno parlato chiaramente di un riscontro positivo. Per questo motivo, personalmente, non ritenevo necessario guardare altrove in questo momento, ma piuttosto dare continuità a un percorso che aveva mostrato aspetti incoraggianti.
Guardando alla rosa della stagione appena conclusa: chi pensi abbia onorato maggiormente la maglia blucerchiata e chi, invece, ha deluso un po’ le aspettative? C’è un calciatore di questo campionato (o del passato) a cui sei particolarmente legata e perchè?
Alcuni giovani arrivati a gennaio hanno dimostrato grande personalità e voglia di mettersi in gioco, portando energie nuove all’interno della squadra.
In particolare, mi è piaciuto molto il lavoro svolto da Martinelli. Sono contenta che gli sia stata data la possibilità di dimostrare il proprio valore e credo che alcuni risultati positivi ottenuti siano arrivati anche grazie al suo contributo e al lavoro che ha saputo trasmettere alla squadra. Anche Begic è un giocatore che quando si accende è in grado di svoltare il ritmo della partita.
Non mi piace soffermarmi troppo su chi possa aver deluso le aspettative, perché credo che nel calcio ci siano tantissimi fattori che influenzano il rendimento di un giocatore. Il fatto di non riuscire a esprimersi al meglio in una determinata squadra o in un determinato momento non significa non avere qualità, esperienza o valore.
Sono convinta che molti giocatori possano trovare il contesto giusto in altre piazze e tornare a dimostrare pienamente le proprie capacità. A volte è semplicemente una questione di ambiente, continuità e condizioni adatte per riuscire a rendere al massimo.
Sicuramente i giocatori a cui sono più legata sono quelli che vedevo da bambina. Purtroppo Vialli e Mancini me li sono fatta raccontare. Io sono cresciuta con la Sampdoria di Cassano e Pazzini, e molte altre leggende ed è lì che mi sono innamorata di questi colori.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e dove potremo seguirti quest’estate?
I miei progetti per il futuro sono quelli di continuare il mio percorso negli studi di Telenord. Mi hanno accolta con grande entusiasmo, mi hanno fatta crescere e mi hanno aperto le porte a tante nuove esperienze, che spero possano continuare ancora a lungo. Sono molto contenta e grata per tutto questo e potrete continuare a seguirci negli appuntamenti della domenica sera con Forever Samp e nelle nostre interviste social a sorpresa!
