Vialli: “Mi sento molto fragile, voglio essere un esempio come padre”

Nel 2018 l’ex attaccante della Sampdoria e della Nazionale Gianluca Vialli ha intrapreso una battaglia contro un tumore al pancreas, e a distanza di 2 anni ha raccontato la malattia , confessando di essere anche guarito. “L’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa… Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita. Giravo con un maglione sotto la camicia. Perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano”.

“Il pensiero è cambiato”, ha ammesso Gianluca Vialli nel prodotto Netflix Una semplice domanda, condotto da Alessandro Cattelan: “Io sono convinto che i nostri figli seguano il nostro esempio più che le nostre parole. Credo di aver meno tempo per essere da esempio adesso che so che non morirò di vecchiaia. Spero di vivere più a lungo possibile, ma mi sento molto più fragile di prima e ogni mio comportamento mi porta a fare questo ragionamento: è la cosa giusta che sto mostrando alle mie figlie?”.

Nel corso del dialogo con Alessandro Cattelan, Gianluca Vialli ha spiegato: “In questo senso, cerco di essere un esempio positivo. Quindi cerco di insegnare loro che la felicità dipende dalla prospettiva attraverso la quale tu guardi la vita. Cerco di spiegare loro che non ti devi dare delle arie, che devi ascoltare di più e parlare di meno, che devi cercare di migliorarti giorno, che devi ridere spesso e devi aiutare gli altri”.

Gianluca Vialli confessa che è importante non rinnegare il lato più debole di sé, ma accoglierlo. “Secondo me è un po’ questo il segreto della felicità. Soprattutto, cerco di fare in modo che loro abbiano l’opportunità di trovare la loro vocazione. Io credo che lo scopo della vita sia quello di trovare uno scopo. Quando trovi un motivo per cui vale la pena risolvere i problemi, arrabbiarti e gioire, secondo me è molto più facile provare questa emozione di felicità. Ma cerco anche di dimostrare loro che va bene essere vulnerabili, che va bene piangere e che va bene essere tristi”.