Come riportato da Il Secolo XIX, si è svolto un faccia a faccia a Dubai tra Tey e il presidente blucerchiato Matteo Manfredi per provare a sbloccare la situazione societaria della Sampdoria, che vede ai vertici idee di pensiero differenti. Al momento la proprietà ritiene di aver garantito al direttore sportivo Andrea Mancini un budget ritenuto adeguato per intervenire sul mercato e provare a risalire una classifica che resta al di sotto delle aspettative iniziali.
L’obiettivo condiviso resta comunque quello di arrivare entro la prossima primavera a una soluzione che porti un solo gruppo al comando del club.
Rimane centrale il nodo delle banche creditrici (McQuarie, Bper, Credito Sportivo e Sistema), il cui via libera è indispensabile in caso di cambio dell’assetto societario.
Sullo sfondo pesa anche una clausola chiave del piano di ristrutturazione: qualora il club venisse ceduto entro il 2033, il debito residuo potrebbe essere ridotto del 50%, con un beneficio stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro.
