Da metà settembre in poi. Quindi, ci siamo. Sono i giorni del “waiver”, il consenso dato a Joseph Tey dalle banche creditrici che spianerebbe al singaporiano la strada alla presidenza della Sampdoria. Piccolo pro-memoria: le dimissioni indotte (pena chiusura del “rubinetto”) dell’ex patron Matteo Manfredi lo scorso 24 aprile hanno di fatto attivato la clausola del “change of control” che permette agli istituti in caso di mancato gradimento del nuovo assetto azionario di interrompere gli accordi in essere, chiedendo quindi alla proprietà della Sampdoria l’immediato rientro dei crediti anziché arrivare alla naturale chiusura del rapporto che è per la parte più grossa, si legge sul bilancio 2025, il 31 dicembre 2043 e in un’unica soluzione, in gergo “bullet”. Tey dovrebbe cioè versare alla banche nelle prossime settimane circa una trentina di milioni tutti insieme. Comunque la metà del debito totale nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione del credito omologato dal Tribunale di Genova. Come prevede la clausola che aveva strategicamente studiato il cda (Panconi-Romei-Bosco-Lanna) che evitò il fallimento del club nell’estate 2023. Tey vorrebbe evitare questo pagamento e ha chiesto appunto il “waiver”, il consenso delle banche a mantenere gli accordi pluridecennali.
Le banche creditrici sono: Sistema, Macquarie e Progetto (creditori chirografari), Bper e Credito Sportivo (creditori ipotecari) e soprattutto Sace che ha fatto da garante alle altre banche (creditore privilegiato), gruppo controllato dal Ministero dell’economia e delle finanze, quindi soldi pubblici. In precedenti interlocuzioni che Tey aveva avuto con questi istituti, gli era stato suggerito di mantenere nei ruoli chiave del cda una riconoscibile componente italiana, ad esempio per palesi considerazioni legali. Ma si tratta di un suggerimento. Già ad aprile, dopo l’uscita di scena di Manfredi, il singaporiano si era mosso in piena autonomia senza chiedere, come avrebbe dovuto, il parere delle banche creditrici. E potrebbe fare lo stesso anche adesso, in caso non arrivasse il “waiver”. È un classico di questa proprietà non prendere troppo in considerazione norme, e regole e tempistiche (incluse quelle della Figc, viste le squalifiche passate).
Tey ambisce alla presidenza della Sampdoria. Il nuovo cda che potrebbe essere nominato a breve – ma stavolta bisogna chiamare l’assemblea non è più possibile procedere per cooptazione – vedrebbe appunto il singaporiano al vertice del club, le conferme nel board dei ceo, Jesper Fredberg e Claudio Morelli, e il probabile ingresso del suo plenipotenziario Nathan Walker, che finalmente si presenterebbe in forma ufficiale alla Figc. Potrebbe invece uscire l’altro singaporiano, Ting Yong Tan. Lo statuto prevede un minimo di 5 e un massimo di 13 componenti per il cda. Traballante a questo punto appare la posizione dell’attuale presidente Francesco De Gennaro. Il legale, tra l’altro, è uno dei due sopravvissuti (insieme al direttore operativo Alberto Bosco) de i protagonisti della salvezza economica nel 2023. Gli altri sono stati tutti tagliati, in tempi e con motivazioni diverse, dalla proprietà: a cominciare da Manfredi, poi Lanna, Panconi, Romei e Ienca. Mentre Radrizzani si è chiamato fuori da solo.
Tey sarebbe il ventiduesimo presidente della Sampdoria e il quinto dal 2021 a oggi, dopo Ferrero, Lanna, Manfredi e De Gennaro. La nomina sua, e quella eventuale di Walker, dovrebbero però poi superare la gogna dell’articolo 22bis delle Norme Interne Federali della Figc, quelle che regolano il calcio. Relativo ai requisiti di onorabilità, cioè in questo caso la compatibilità di una delle attività di Tey, quella delle scommesse sportive (tra i suoi brand noti, Fun88 e Tlcbet, non autorizzati a operare in Italia), con la carica federale. E la decisione della Figc andrebbe sicuramente a costituire un precedente. Il “waiver” potrebbe arrivare o no da un momento all’altro. Le banche non avrebbero ancora preso una decisione, ma comunque non può passare molto tempo.
A ieri non risulta ancora depositato in camera di commercio il bilancio 2025 della Blucerchiati Spa, la controllante della Sampdoria, che andava approvato entro il 30 giugno (l’anno scorso l’assemblea si era tenuta il 29 luglio, bilancio chiuso con un rosso di quasi 4 milioni). Mentre una settimana fa è stata comunicata all’agenzia delle Entrate la variazione della carica di amministratore unico, da Raffaele Fiorella a Morelli.
E non sarebbe stato ancora comunicato (la data limite era il 1° luglio) il nome dell’advisor, scelto da Tey, che dovrebbe occuparsi della cessione Sampdoria, come previsto dagli accordi tra singaporiano e Manfredi, presi nelle more delle dimissioni dell’ex patron.
Lo riporta ilsecoloxix.it
