La sconfitta di Mantova è stata inaspettata non solo per la tifoseria, ma anche per la società. Confronti e call a tutti i livelli sono iniziati già subito dopo il fischio finale di Chiffi. Il ceo sport Fredberg e il ds Branco hanno lasciato lo stadio Martelli di gran fretta con l’autista e l’assistente personale del danese. Tutti e 4 (più il dt Ariaudo) hanno tra l’altro visto vicini la partita in tribuna autorità, mentre altri dirigenti del club erano seduti in quella laterale. Stranezze. Branco questa volta è rimasto in silenzio a differenza di Palermo. Un punto dopo quattro giornate è poco, pochissimo per la Sampdoria. Dovrebbe avere sorpreso anche gli algoritmi di Football Radar.
Mentre tra rassegnazione, rabbia e furore ha inevitabilmente alzato la tensione nella piazza, nuovamente inghiottita da incubi già vissuti nelle scorse stagioni. Dopo un periodo di “tregua”, il Mugnaini nei prossimi giorni tornerà a essere monitorato dalle forze dell’ordine. Il pullman di GenovaRent domenica sera è arrivato a Bogliasco scortato da due auto della polizia, mentre altri mezzi “bonificavano” l’area di San Bernardo e di Sessarego già da ore. Mentre Esposito, presente in tribuna al Martelli (insieme a Francesco Conti), è stato contestato da alcuni tifosi blucerchiati all’uscita, c’è scappata qualche manata sulla carrozzeria.
Sotto esame c’è finito per primo l’anello debole della catena, che per definizione è l’allenatore. Bernardo Corradi nel post-Mantova non si è nascosto, si è assunto le sue responsabilità: «Dopo tre sconfitte di fila so che quella con il Catanzaro sarà una partita da dentro o fuori, e voglio interpretarla così». Ma tra i tanti colloqui delle ultime ore, c’è stato anche quello con lui. Il club gli ha confermato che, a dispetto di voci già nate (D’Angelo, Mignani… ) sul futuro della sua panchina, nulla è cambiato, si va avanti condividendo il progetto tecnico disegnato in estate. Un messaggio (uno dei tanti) che andrà a misurare la coerenza del club e che quindi non dovrebbe essere dipendente, o smentito, dal risultato della partita con il Catanzaro, nella quale però si chiede un altro atteggiamento.
Il punto chiave: Fredberg e Branco sono convinti di avere costruito una squadra in grado di competere per la promozione in A, una risultato diverso sarebbe una bocciatura non solo per Corradi ma anche per loro. Così il danese: «Abbiamo gli strumenti giusti per raggiungere il potenziale che sappiamo di avere… Vogliamo vincere molte più partite dello scorso anno e trovarci in una posizione dove si possa iniziare a guardare alla parte alta, promozione e playoff, non a quella bassa».
Dall’altra parte Corradi, pur nella consapevolezza di un avvio di stagione deprimente sotto il profilo dei risultati, vede dei costanti progressi nel gioco. Confortato dai dati. La sua squadra è quarta per numero di tiri complessivi e terza nello specchio, quarta per numero di cross. Ma poi c’è dove migliorare, è ultima per numero di contrasti vinti, un dato che in un campionato fisico come quello di B può fare la differenza e manca di cinismo, i gol attesi sono inferiori al numero di gol effettivamente segnati. C’è poi da controllare il nervosismo che sta affiorando. A Mantova si è visto nei confronti dell’arbitro (vedi Henderson e Tutino a fine primo tempo) e degli avversari (Makoumbou e Karamoh a fine partita)
Altro fattore sul quale società e allenatore confidano, è la sosta di tre settimane che seguirà la partita con il Catanzaro. La Sampdoria ha ancora diversi calciatori non al meglio, o perché sono arrivati da periodi di inattività (gli ultimi svincolati, Mbabu e Karamoh) o perché reduci da infortuni o perché si sono infortunati. È il caso di Lauritsen, protagonista in negativo a Mantova, con quel rigore sbagliato che avrebbe forse potuto cambiare la storia della partita. In tanti si sono domandati perché non lo abbia tirato Insigne (che a Pescara peraltro fu criticato per avere ceduto un penalty col Padova al giovane Russo, che poi lo sbagliò), ma Corradi ha spiegato che «Tobias è il primo rigorista».
Con il Catanzaro il norvegese dovrebbe giocare dall’inizio, come Ravanelli, un altro degli infortunati che sta recuperando. Ma da recuperare ci sono anche Meijer, Esposito, Depaoli e Conti, tutti potenziali titolari. Lo stesso Abildgaard è appena rientrato. Un giudizio più concreto su squadra e mercato di Fredberg e Branco si potrà dare solamente con la rosa al completo e al meglio, il problema non da poco è che nel frattempo le giornate stanno passando. Ci vuole tempo, ma non ce n’è.
lo riporta ilsecoloxix.it
