Volata finale per la salvezza in Serie B. La Sampdoria ha smesso di affogare e ha ricominciato a nuotare, riprendendosi con forza il timone del proprio destino. I due successi consecutivi ad Avellino ed Empoli non sono state semplici vittorie, ma sei punti pesantissimi che hanno raddrizzato una classifica anemica, trascinando la nave fuori dal cuore della tempesta proprio quando i flutti sembravano pronti a inghiottirla. Con Attilio Lombardo sulla tolda di comando. A metterci la faccia, oltre al cuore.
Il peggio sembra alle spalle, è vero, ma guai a chiudere gli occhi: il porto è ancora lontano e il mare della cadetteria non concede sconti a chi smette di remare. Con cinque finali all’orizzonte, la salvezza non è più un miraggio, ma un obiettivo da puntare in maniera decisa. E la prossima battaglia può già essere decisiva.
Volata salvezza, la classifica
La Carrarese (42) è ormai virtualmente salva, mentre Avellino e Sudtirol (39) guardano alla riva con discreta serenità. La Sampdoria è risalita a quota 37 punti, occupando il dodicesimo posto insieme al Mantova. Sotto, il baratro: l’Empoli è rimasto a 36, mentre il trittico Padova, Entella e Bari (34) si contende l’ultimo posto salvezza e i playout.
In coda, il dramma: Pescara (32), Spezia e Reggiana (30) retrocederebbero oggi senza appelli. Proprio il “Delfino” abruzzese sarà il prossimo ostacolo sabato 11 aprile: una squadra in forma smagliante (17 punti nelle ultime 9 gare) trascinata da un Insigne ispirato e dalla regia di Brugman. Per la Samp è vietato perdere, ma una vittoria chiuderebbe forse il discorso (o quasi).
A quanti punti è la quota salvezza in Serie B?
Storicamente, la quota sicurezza oscilla, ma gli incroci di quest’anno potrebbero abbassarla sensibilmente. Se nel 2020 la salvezza passava dai 46 punti, nel 2022 ne sarebbero bastati 36 (playout tra Vicenza e Cosenza a 34 e 35 punti, salva la Spal a 42). Quest’anno, con così tanti scontri diretti (ben 12 nelle prossime tre giornate), la soglia magica potrebbe essere intorno ai 43 punti. Proprio quelli necessari lo scorso anno, mentre in quello ancora precedente ne servirono 44.
Niente playout con un +5 sul quartultimo posto
Non dimentichiamo che, da regolamento, i playout non si giocherebbero con un distacco di 5 o più punti tra 16° e 17° posto. Eventualità forse remota per le tante squadre coinvolte, ma non impossibile: è successo nel 2020/2021 con il Cosenza quartultimo e retrocesso a 34, l’Ascoli sedicesimo e salvo a 44.
Quanti punti servono alla Sampdoria?
Dopo la trasferta di Pescara, il calendario recita: Monza in casa (17 aprile, squadra che lotta per la A), trasferta a Cesena (25 aprile, in quota playoff ma in flessione), Sudtirol a Marassi (1 maggio) e chiusura a Reggio Emilia l’otto maggio. Le ultime due sono scontri diretti, ma nel primo caso gli avversari potrebbero anche essere già salvi, nel secondo già retrocessi. Con due vittorie la pratica potrebbe essere archiviata arrivando a 43 punti, ma per evitare brutte sorprese (visti gli scontri diretti a sfavore con molte concorrenti), l’obiettivo reale deve essere quota 44-45.
Quanti scontri diretti
Tanti, come abbiamo detto, sono gli incroci tra pretendenti alla salvezza: nella prossima giornata, per esempio, oltre a Pescara-Sampdoria si giocano anche Padova-Empoli, Spezia-Mantova e Reggiana-Carrarese, in quella successiva Spezia-Sudtirol, Padova-Reggiana ed Empoli-Entella. E ancora: alla 36esima giornata Entella-Padova, alla 37esima Bari-Entella, Empoli-Avellino e Padova-Pescara si aggiungono a Sampdoria-Sudtirol e alla 38esima e ultima Pescara-Spezia oltre a Reggiana-Sampdoria. Una serie di gare che rendono la volata salvezza un vero e proprio rebus, ma che inevitabilmente finiscono per abbassare la quota finale.
La svolta con Attilio Lombardo
La svolta è arrivata con Attilio Lombardo. Sette punti in quattro gare: pareggio col Venezia capolista e doppia vittoria negli scontri diretti con Avellino ed Empoli, unica macchia la brutta sconfitta 2-0 a Carrara. Popeye ha avuto il merito di cucire una nuova veste tattica ai blucerchiati, con una difesa a quattro (a lungo invocata da tifosi e addetti ai lavori) capace di dare maggiore solidità a tutta la squadra. Rimangono le difficoltà in zona goal, ma anche sul piano mentale la Sampdoria ha cambiato marcia rispetto all’ultimo periodo della gestione Foti-Gregucci. Più compatta, più convinta e sul pezzo dall’inizio alla fine. Pronta a dare battaglia per in queste ultime cinque gare, nella speranza che poi, raggiunto l’obiettivo, qualcosa possa cambiare in vista del futuro.
Perché una salvezza in Serie B (ancora tutta da conquistare) è ai limiti del minimo sindacale, ed è bene che qualcuno in società lo ricordi. Le ultime due stagioni rappresentano il momento più basso della storia blucerchiata, un’impresa al contrario che meriterebbe spiegazioni, presa di coscienza e soluzioni. Diverse da quelle, spesso fantasiose, viste in questo biennio. Ma ora non è tempo di processi: ora c’è solo da remare.
fonte: genovatoday
