Rubrica a cura di Francesca Cefeo
Con grande emozione condivido con voi la mia prima intervista per “Cuore Dilettante”, la nuova rubrica di TuttoSampdoria.it che ho l’onore di curare per dare voce al calcio dilettantistico della nostra Liguria.
Il nostro primo protagonista è Walter Noris, Responsabile del Settore Giovanile dell’USD Lavagnese 1919. Una persona eccezionale, dentro e fuori dal campo, che si è resa subito disponibile a raccontarci la sua realtà e a rispondere alle nostre domande.
Approdato alla Lavagnese nella stagione 2022/23, Walter vanta un’importante carriera sia come allenatore sia come responsabile di diverse realtà sportive. Ma al di là della sua indiscutibile competenza, ciò che lo contraddistingue davvero è un’umanità fuori dal comune.

- Noris, quali sono i pilastri metodologici della Lavagnese per far crescere i ragazzi e prepararli al salto in prima squadra?
I pilastri metodologici che contraddistinguono il nostro Settore Giovanile, l’Attività di Base ed il Settore Femminile, li possiamo definire ecologici e sostenibili, ovvero essenziali. Riteniamo, seppur con tutte le sfumature del caso, che, in uno sport aciclico situazionale, la madre di tutti gli apprendimenti sia la partita. Di conseguenza i nostri allenamenti sono prevalentemente delineati da un contesto didattico aperto dove non possono mancare condizioni di collaborazione, opposizione, transizione e direzione del gioco.
- In che modo la collaborazione con l’Academy della Sampdoria arricchisce il percorso formativo dei vostri giovani calciatori?
La nostra collaborazione con le Società professionistiche è totale; alla guida della Attività di Base abbiamo Vincenzo Ranieri (ex calciatore blucerchiato), il quale, per competenza e signorilità, come tutti noi, è consapevole di quale sia il bene dei nostri ragazzi. Pertanto noi siamo ben lieti, come nel caso di Riccardo Mellino leva 2017, quando un nostro giovane calciatore può vivere una esperienza in un Settore Giovanile professionistico quale quello della U.C. Sampdoria.

- Quali sono le differenze principali nella gestione di un vivaio dilettantistico d’eccellenza rispetto a una struttura professionistica come quella blucerchiata?
Per poter rispondere in maniera esaustiva a questa domanda dovrei conoscere all’interno le dinamiche del Settore Giovanile blucerchiato. Posso limitarmi a specificare che noi abbiamo un equilibrio molto bello, a parer mio. Mi spiego meglio, la nostra realtà riesce a miscelare e rendere un connubio tra professionalità e familiarità. Ci si può esprimere, con educazione, ma “senza filtri”. Gli allenatori con i quali mi interfaccio, tutti, tra l’altro, molto molto competenti, hanno il dovere di entrare in un contraddittorio, senza dover temere qualsivoglia ritorsione. A Lavagna, oggi, non c’è spazio per i lestofanti (citando Mr. Baldini).
- Come si muove la Lavagnese per scoprire i migliori talenti locali prima che vengano intercettati dai club professionistici della regione?
I club professionistici della Regione non possono essere competitor, la loro mission è delineata dalla loro etichetta. Si tratta di club professionistici. Noi, tendenzialmente crediamo molto nell’auto referenzialità. Io sono solito definirmi l’uomo delle brutte verità e non quello delle belle bugie. Credo che alla lunga un comportamento del genere paghi, ed è quanto noi stiamo toccando con mano. Quindi, non competizione, ma condivisione, con tutti (dilettanti e professionisti ) per il bene di tutti. Si può fare, io ci credo.
- Ci sono aspetti del modello organizzativo o della filosofia della Sampdoria che state cercando di replicare o adattare qui a Lavagna?

La Sampdoria ha una storia leggendaria, tra poco, (12 Agosto) ci saranno 80 candeline sulla torta! Essa rappresenta prima due club storici in fusione, dopo una realtà che ha un brand internazionale consolidato nell’era più gloriosa, quella della “Samp D’oro”. Ecco, la filosofia di quell’epoca è sicuramente un maestoso faro a cui riferirsi quando si naviga nel buio. Ad oggi, a Lavagna, nel nostro piccolo, stiamo mutuando un ambiente di grande spessore tecnico e, soprattutto umano che, nella fantasia più sfrenata, possiamo assimilare a quella Sampdoria.

- Secondo lei come si sta muovendo Branco e come vede i primi innesti della Sampdoria? E’ fiducioso nella prossima stagione della Samp?
Con grande onestà intellettuale non sono veramente in grado di valutare l’operato del D.S. Quello che mi sento di dire è che il calcio, nella sua essenza, ci lascia aggrappati ai meri risultati sportivi, del campo. Questo ahimè è comune in tutte le realtà. Purtroppo nel nostro ambiente indichiamo la luna, ma ci fermiamo a guardare il dito. Per fare un progetto sostenibile ci vogliono risorse, tempo e soprattutto FEDE! Mi sento solo di augurare un grande in bocca al lupo!
Francesca Cefeo
